Rappresentanza sindacale: sottoscritta la convenzione tra INPS, Confindustria e Sindacati

Firmata la convenzione attuativa del Testo Unico sulla misurazione e la certificazione della rappresentanza sindacale

L’obiettivo della convenzione è quello di dare certezza agli accordi e arginare i contratti pirata ed il dumping contrattuale e con lo scopo di estendere le nuove regole alle altre associazioni datoriali e misurare anche la rappresentanza delle imprese.
L’Inps avrà il compito di raccogliere i dati su iscritti (dato associativo) e, insieme all’Ispettorato nazionale del lavoro, su voti (dato elettorale), un mix su cui si misurerà la rappresentatività delle sigle, anche nel privato.
Inoltre, i dati serviranno anche per il monitoraggio dei contratti al Cnel e non sono nominativi ma verranno raccolti in forma anonima.
La convenzione risulta fondamentale in quanto consente di mettere in pratica quanto già concordato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nei precedenti accordi, a partire dal 2011 e 2013.
Due sono i punti fondamentali:
– possono sedere al tavolo della contrattazione nazionale i sindacati che raggiungono il 5% nel mix tra iscritti e voti.
– sono validi i contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali che rappresentano almeno il 50% più uno, cioè la maggioranza semplice. La stessa maggioranza semplice richiesta per la consultazione certificata dei lavoratori, cioè il voto a cui sottoporre gli stessi accordi.

Studi Professionali: rimborso libri scolastici

EBIPRO rimborsa i dipendenti di Studi Professionali fino all’80% per l’acquisto dei libri di testo dei figli frequentanti la scuola primaria e secondaria (di primo e secondo grado).

L’Ente Bilaterale degli Studi Professionali ha previsto un contributo significativo per aiutare i dipendenti di Studi Professionali ad affrontare il “Caro scuola” e sostenere concretamente il diritto allo studio, infatti, i dipendenti di studi e aziende in regola con i pagamenti alla bilateralità (Cadiprof/Ebipro) hanno tempo fino al 31 dicembre per chiedere un rimborso pari all’80% – per un importo massimo di 200 € a richiesta – per l’acquisto dei libri di testo dei figli frequentanti la scuola primaria e secondaria (di primo e secondo grado).
Ebipro pone grande attenzione alle misure attuabili per favorire il diritto allo studio.
E.BI.PRO. rimborsa ai dipendenti iscritti di studi/aziende in regola con i versamenti alla bilateralità (C.A.DI.PROF/E.BI.PRO.) e con un’anzianità contributiva di almeno 6 mesi al momento della richiesta, parte delle spese sostenute per l’acquisto dei libri scolastici (anche in formato digitale) per i figli frequentanti la scuola primaria e secondaria (di primo e secondo grado).
Il rimborso è pari all’80% delle spese sostenute fino ad un importo massimo erogabile di 200 euro per richiesta.
Le richieste devono essere inviate ad E.BI.PRO. nel periodo compreso tra il 01/09 e il 31/12 dell’anno scolastico per il quale si presenta l’istanza. Nella medesima istanza può essere richiesto il rimborso delle spese sostenute per più figli.
La richiesta deve essere presentata dal dipendente iscritto via email all’indirizzo dirittoallostudio@ebipro.it. (modalità di invio provvisoria in attesa dell’attuazione della modalità di richiesta on-line).
La domanda deve essere inviata completa dei seguenti allegati ed in unica soluzione (per cui non verranno accettate integrazioni successive alla domanda iniziale, ad eccezione di quelle richieste da E.bi.pro. a completamento della pratica):
– Modulo di richiesta scaricabile dal sito www.ebipro.it, regolarmente compilato e sottoscritto dal dipendente iscritto;
– Modulo di autocertificazione scaricabile dal sito www.ebipro.it, regolarmente compilato e sottoscritto dal dipendente iscritto, comprensivo dei seguenti allegati:
– Elenco dei libri di testo adottato dalla scuola;
– Giustificativi di spesa (intestati, se provvisti d’intestazione, all’iscritto o al figlio a carico per il quale si effettua la richiesta).
– Copia dell’ultima busta paga.

Ulteriore contratto a termine presso l’ITL

L’Ispettorato nazionale del lavoro chiarisce che non è possibile procedere alla stipula assistita di un ulteriore contratto a tempo determinato in assenza di una causale nel contratto sottoposto all’ITL, nonché in violazione dei termini dilatori (cd. stop & go).

Il Decreto dignità ha disposto che al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata non superiore a 12 mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i 24 mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:
– esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
– esigenze sostitutive di altri lavoratori;
– esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.
I limiti di durata si applicano con riferimento ai contratti tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale, indipendentemente dalla lunghezza del periodo di interruzione tra un contratto e l’altro e con esclusione delle attività stagionali.
Resta fermo (in base all’art. 19, comma 3, del citato D.Lgs. n. 81) che, oltre i limiti summenzionati, un ulteriore contratto a tempo determinato, con durata massima di 12 mesi, può essere stipulato presso l’Ispettorato del lavoro territorialmente competente.
Come convenuto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha confermato in merito – con nota n. 1214/2019 – che tale ulteriore contratto della durata di 12 mesi può essere stipulato anche quando il limite massimo raggiunto è quello individuato dalla contrattazione collettiva. Si è rammentata, inoltre, che resta ferma l’osservanza delle disposizioni inerenti la necessità, in caso di rinnovo del contratto, della sussistenza delle causali introdotte all’art. 19, comma 1, cit. dal cd. Decreto dignità. In caso di assenza delle ipotesi specifiche che giustifichino il superamento – con un unico contratto ovvero mediante proroghe – del limite dei 12 mesi, il contratto si trasforma a tempo indeterminato.

Da ultimo, con nota n. 8120 del 17 settembre 2019, in seguito a richiesta di chiarimenti, l’Ispettorato ha riconosciuto legittima la decisione di non procedere alla stipula assistita in assenza di una causale nel contratto sottoposto all’ITL, considerandola conforme ai chiarimenti e alle precisazioni già forniti con circolari del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 13/2008 e n. 17/2018 e con nota. n. 1214 cit.
Pertanto, sebbene l’intervento dell’Ispettorato del lavoro non comporti effetti “certificativi” in ordine alla effettiva sussistenza della causale, limitandosi alla verifica della completezza e correttezza formale del contenuto del contratto ed alla genuinità del consenso del lavoratore alla sottoscrizione dello stesso, tuttavia non appare ammissibile il ricorso alla procedura laddove la causale manchi del tutto in contrasto con quanto disposto da norme imperative.
Allo stesso modo non si ritiene possibile procedere alla stipula assistita di un ulteriore contratto a tempo determinato in violazione dei termini dilatori di cui al secondo comma dell’art. 21 (cd. stop & go).