Mediazione: nuovi chiarimenti sulla formazione per l’ulteriore abilitazione

Per l’ulteriore abilitazione, per settori differenti, di un soggetto regolarmente iscritto per l’attività mediazione al competente Registro Imprese è richiesta l’integrazione della formazione posseduta e il superamento del relativo esame (Ministero Sviluppo Economico – Parere n. 945436/2016.

Il chiarimento arriva nuovamente dal Ministero dello Sviluppo Economico e fa seguito a quanto già esposto precedentemente in relazione alla formazione richiesta per le ulteriori abilitazioni (ad es. abilitazione per mediazione immobiliare e richiesta di ulteriore abilitazione per mediazione merceologica).
Nel precedente parere, non essendo prevista alcuna diversificazione tra corsi di formazione a seconda dei rami di attività, il Ministero ha sancito la validità del corso di formazione sostenuto per la prima abilitazione anche per le ulteriori, senza però esprimersi sulla necessità di sostenere un nuovo esame.

Tale dubbio è stato però di recente superato. Infatti lo stesso Ministero ha chiarito che per l’ulteriore abilitazione, fermo restando la validità del primo corso di formazione:
– deve essere comunque sostenuto l’esame relativo all’ulteriore ramo di mediazione prescelto in considerazione delle diverse materie oggetto delle prove scritte e orali;
– è necessario che il corso di formazione, gia sostenuto, venga preventivamente integrato con ulteriori ore di didattica relative alla materie oggetto del nuovo esame per la futura mediazione che si intende esercitare.

Corso formativo obbligatorio per il requisito professionale del mediatore

Coloro i quali intendono acquisire il requisito professionale, necessario ai fini dell’esercizio dell’attività di agente di affari in mediazione, mediante il superamento del relativo esame devono obbligatoriamente seguire i corsi di formazione che vertono le materie oggetto della prova d’esame (Ministero Sviluppo Economico – parere n. 74892/2016).

Sulla possibilità di sostenere la prova di idoneità per la professione di agente di affari in mediazione da privatista senza aver frequentato il corso formativo il Ministero dello Sviluppo Economico ha infatti espresso parere negativo in quanto né la normativa nazionale né i precedenti orientamenti ministeriali prevedono espressamente la possibilità di sostenere detto esame in assenza della preventiva frequentazione del corso di formazione preparatorio allo stesso.
Infatti, il piano di studi di detti corsi preparatori contiene le materie oggetto delle prove d’esame ed è pertanto esclusa la possibilità di sostenere l’esame da privatista.

Va detto anche che in alternativa alla frequentazione del corso formativo e al superamento dell’esame, il requisito professionale può essere acquisito mediante un periodo di pratica di almeno dodici mesi continuativi con l’obbligo di frequenza di uno specifico corso di formazione professionale nel ramo della mediazione che interessa.
In entrambi i casi, per esercitare l’attività di mediatore, il titolo di studio minimo richiesto è il diploma di scuola secondaria di secondo grado (di qualsiasi indirizzo).

Resta salda la compatibilità tra la mediazione e il brokeraggio assicurativo

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha confermato in un nuovo parare la compatibilità dell’attività di agente di affari in mediazione con quella di brokeraggio assicurativo (Ministero Sviluppo Economico – parere n. 65371/2016).

Nell’ambito delle attività di intermediazione assicurativa e riassicurativa, solo l’attività di brokeraggio assicurativo viene intesa come attività di intermediazione e quindi compatibile con l’esercizio della mediazione.
Nell’attività di brokeraggio risiedono i due elementi fondanti della mediazione tali da giustificare tale compatibilità e, cioè, la messa in relazione delle parti e il non essere legato a nessun vincolo di rappresentanza, collaborazione o dipendenza.
Infatti l’incompatibilità è prevista con qualsiasi attività esercitata in settori del tutto diversi rispetto a quello della mediazione e l’esercizio congiunto è consentito solo:
– con quelle attività collegate e messe in atto per la conclusione degli affari intermediati;
– con attività riconducibili espressamente al rapporto di mediazione.

Sulla base di tali elementi, quindi, l’attività di brokeraggio è intesa come vera e propria attività di mediazione, cosa che invece non accade con l’attività di agente assicurativo per la quale resta salda l’incompatibilità.